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Per la stampa


Documentazione essenziale per la stampa

Cari colleghi, questo non è un ufficio stampa tradizionale, come quelli con cui normalmente lavoriamo. Retegas non è un’associazione con tanto di presidenza, segreteria e portavoce ma solo un luogo di incontro e di scambio di esperienze tra gli oltre 900 gruppi di acquisto solidale che si riconoscono nel manifesto di principi.

In questa sezione abbiamo raccolto qualche numero, qualche esperienza significativa, qualche curiosità, qualche indirizzo o recapito telefonico per facilitarvi il lavoro di ricerca. In questi ultimi mesi per la corsa all’insù dei prezzi degli alimentari, i Gas hanno acquistato una certa visibilità sui media che ne hanno enfatizzato però, molto spesso, soltanto un aspetto parziale, quello del risparmio. Se c’è una domanda sbagliata, soprattutto se è la prima, questa è “Ma quanto si risparmia?”.

Quindi è bene chiarire subito che:

  • I gruppi di acquisto solidale non sono gruppi di risparmio, non nascono per dare una risposta diretta al problema del carovita. Il prezzo è importante, ma non vogliamo risparmiare sulla pelle di chi lavora o a danno dell’ambiente in cui viviamo noi e tutti quelli che producono.
  • Ogni Gas parla a nome proprio o della retina (coordinamento su base territoriale di alcuni Gas) cui appartiene. Ogni Gas ha propri criteri per selezionare i fornitori, scegliere i modi di consegna, stabilire con il produttore un prezzo equo. Non esiste un codice universale anche se si sono andate negli anni individuando delle linee guida sintetizzate in piccolo, locale e solidale
  • Il biologico è uno dei criteri con cui si sceglie cosa acquistare, ma non l’unico: ci sono tra gli altri il sostegno alle cooperative sociali, la quantità di imballaggio impiegata, la vicinanza territoriale, la stagionalità, le dimensioni del produttore.
  • Quella dei Gas non è una scelta pauperista – come ci ha bollato un po’ stizzito il presidente di Confcommercio Billè - ma l’insieme di tanti piccoli comportamenti che mirano a costruire una diversa economia basata su nuove forme di solidarietà "all'esterno" con produttori che si pongono su un piano radicalmente diverso rispetto ai meccanismi tradizionali. Trasformando in risorse quelle che altri tendono a giudicare dis-economie: il bio con i suoi costi e rischi, il recupero di soggetti svantaggiati, il rifiuto delle opacità della grande distribuzione, un prezzo trasparente che garantisca risparmio a chi compra e dignità a chi vende.

Vi invitiamo anche a visionare gli articoli presenti nella sezione Rassegna stampa e tra i materiali da scaricare.

Per contatti: Giancarlo Marini 340/6327144.

Qualche numero sui Gas

Ad oggi sono più di 900 i Gruppi di Acquisto Solidale registrati sul sito www.retegas.org; molti GAS però non si sono registrati, per cui stimiamo che il numero di Gas presenti effettivamente in Italia sia all'incirca il doppio.

Il numero di famiglie che partecipa ad un Gas può variare molto da gruppo a gruppo, da 10 ad alcune centinaia per i gruppi più grossi. Mediamente stimiamo che ad un Gas partecipino 25 famiglie, corrispondenti a 100 consumatori. Secondo queste stime, il numero di persone che in Italia utilizzano i prodotti dei Gas sono circa 200mila, ovvero circa 50mila famiglie, corrispondenti a circa il 3 per mille della popolazione. La spesa media per famiglia all'interno di un Gas è stimata intorno ai 2000 euro all’anno. In questo modo i Gas sostengono diverse migliaia di produttori.

Ogni anno i Gas organizzano un Convegno Nazionale dove si fa il punto sulle diverse esperienze e si lanciano nuove iniziative.

La situazione attuale del numero di Gas registrati e la loro ripartizione per regioni e provincie è consultabile sul sito www.retegas.org alla voce "gruppi". Questa esperienza è diffusa maggiormente nelle regioni del Nord Italia.

Progressione negli anni

Questa è la progressione delle registrazioni avvenute su www.retegas.org:

  • 1 gruppo nel 1994 (avvio dell'archivio)
  • 15 nel 1997
  • 28 nel 1999
  • 54 nel 2001
  • 100 il 01/10/2003
  • 150 il 30/06/2004
  • 200 il 23/06/2005
  • 250 il 28/03/2006
  • 300 il 16/12/2006
  • 350 il 25/07/2007
  • 400 il 15/04/2008
  • 450 il 18/08/2008
  • 500 il 11/12/2008
  • 550 il 06/03/2009
  • 600 il 29/05/2009
  • 650 il 27/11/2009
  • 700 il 08/03/2010
  • 750 il 10/01/2011
  • 800 il 06/06/2011
  • 900 il 23/10/2012

Qualche storia

In questo spazio vi presentiamo brevemente qualche storia che ci è sembrata significativa per capire cosa si muove intorno all’esperienza dei Gas e oltre la dimensione del semplice acquisto.

Le galline felici

E’ il Consorzio nato in una zona della Sicilia tra produttori biologici di agrumi e altro, sulla spinta della crescente richiesta che veniva dai Gas. Un’esperienza che ha creato nuovi posti di lavoro e sottratto questi produttori alla tagliola dei grossisti. E’ quasi pronto anche un progetto di promozione culturale e turistica di un’altra Sicilia.
Info: Roberto Licalzi 3338092387 - www.legallinefelici.it

Officina Naturae

Produttori di detersivi bio cresciuti sull’esperienza del Gas di Rimini. Il rapporto con i Gruppi di Acquisto ha permesso di mettere a punto un sistema di trasporto e imballaggio dall’impatto ambientale vicino alle zero.
Info: Pierluca Urbinati e Silvia Carlini 0541790715 - www.officinanaturae.com

Mettiamo radici

Accordo tra la retina dei Gas dell’area nord ovest milanese e la comunità montana della Val di Lemme per il sostegno alla biodiversità. Il primo esperimento ha riguardato il recupero di una patata autoctona quasi scomparsa -la quarantina di collina- su terreni riconvertiti al biologico.
Info: Giorgio Castelnovo 3358296737, Claudio Serafini 3400600386

GasEnergia

Associazione nata tra alcuni Gas per l’acquisto collettivo di energia pulita e la promozione di iniziative sul territorio per la diffusione delle fonti rinnovabili e la valorizzazione dell’autoproduzione energetica sul territorio.
Info: Dante Corbani 0373202619

Spiga e madia

Un esperimento di filiera cortissima che va dalla semina del grano alla consegna del pane, tutto in un’area di pochi chilometri, quelli dentro cui si trovano i Gas aderenti alla retina della Brianza. Info: Giuseppe De Santis 3357820012

Morsi velenosi

Dal rapporto di Legambiente 2008

È ancora la frutta la regina dei fitofarmaci, più "inquinata" rispetto alle verdure. Rimane ancora alta al 47,4% la percentuale di campioni di frutta contaminati da uno o più residui, mentre continua a risultare meno problematica la verdura analizzata di cui risulta contaminata il 15,4%. Ad aumentare, in modo significativo e correlata all'aumento del numero dei controlli, è invece la contaminazione dei prodotti derivati, tra i quali olio e vino, di cui ben il 18,3% contiene uno o più principi attivi.

In generale, la percentuale dei campioni irregolari di prodotti ortofrutticoli (cioè fuori legge per superamento dei limiti di concentrazione di residuo chimico o per uso di pesticidi non autorizzati) registra un lievissimo miglioramento, con l'1% dei campioni irregolari contro l'1,3 dello scorso anno, mentre sale leggermente la percentuale di campioni con uno o più residui passando al 28% dal 27,2 del 2007. Un risultato che testimonia sicuramente una maggiore attenzione da parte degli operatori agricoli nell'uso sempre più attento della chimica nel campo, alla salubrità dei cibi e alle richieste dei consumatori, sempre più favorevoli ai prodotti provenienti da un'agricoltura di qualità. Tra i casi eclatanti, anche quest'anno come nel 2007, le mele che ormai sembrano rappresentare più il frutto della strega di Biancaneve che il famoso stratagemma per stare in salute e togliersi il medico di torno: solo il 38,8% è ancora esente da pesticidi, mentre il 26% dei campioni analizzati presenta un principio attivo, il 34,1% contiene più di un residuo e addirittura l'1,1% risulta irregolare. Altri frutti poco "naturali" sembrano essere gli agrumi: su 746 campioni analizzati 14 risultano irregolari (1,9%), 386 regolari senza residuo (51,7%), 219 regolari con un residuo (29,4%) e ben 127 (pari al 17%) contaminati da più di un residuo. Oltre l'81,6% delle verdure analizzate risulta, invece, regolare e privo di residui chimici, il 18% presenta uno o più residui e lo 0,3% è proprio irregolare.

...e garantiti per legge

E potrà anche andare peggio, stavolta per colpa dell’Unione europea che in cerca di armonizzazione delle normative permette agli agricoltori italiani, già dal 1° settembre, di aumentare le dosi di pesticidi. Per stabilire limiti uguali per tutti, infatti, l'Unione ha deciso di usare il criterio del peggiore: uniformare tutti i paesi sullo standard di quello più permissivo, dove cioè è consentito avere più residui di pesticidi sugli alimenti. Secondo i primi studi venuti dagli austriaci di Global 2000: «A un bambino di circa 16 chili per superare la dose di pesticidi pericolosa per la sua salute basterà mangiare 20 grammi di uva (5-7 chicchi), 40 grammi di mela o 50 grammi di prugne». Preoccupati sono anche gli ambientalisti in Germania, dove Greenpeace denuncia che negli agrumi il fenoxicarb, principio sospettato di essere cancerogeno e di interferire con il sistema endocrino, sarà tollerato a un tasso 40 volte superiore a quello consentito fino al 31 agosto. Più concretamente, già è possibile stimare che sui fagioli il pesticida cicloxidim aumenterà di 2 volte e mezzo mentre sulle albicocche il cyprodinil sarà ammesso in dose 4 volte superiore.

Prezzi e dintorni

Prezzi e gas sono da sempre due elementi difficili da coniugare perché non confrontabili con altre forme di distribuzione, anche se l’attenzione al costo finale è importante. Giusta retribuzione di chi lavora, rispetto dell’ambiente nella produzione, sostegno a chi impiega soggetti svantaggiati o lavora sulle terre di mafia, non possono essere quantificati, ma sono componenti essenziali del prezzo finale che, comunque, a parità di una qualità di fascia molto alta, permette risparmi che vanno dal 20 al 50 per cento.

Senza contare che non c’è quasi mai scarto, che pesi e misure sono sempre rispettate, e che, se qualche prodotto arriva con qualche difetto viene normalmente rimborsato solo sulla fiducia. Abbiamo provato, a titolo di esempio, a mettere a confronto i prezzi e gli aumenti di alcuni generi alimentari venduti nei canali tradizionali con quelli registrati da un Gas milanese.

PRODOTTO

Luglio 2007

Luglio 2008

%
Stracchino

10,28

11,27

10,6

Stracchino bio GAS

8,3

9,4

13,5

Carne bovino

10,45

14,72

4,8

Carne bovino GAS

11

11

0

Pasta grano duro

1,5

2

33,3

Pasta grano duro bio GAS

1,3

1,5

16

Olio extra vergine

5,91

5,94

0,5

Olio extra vergine GAS

6,16

6,16

0

Spendere meglio, spendere meno

Nella tabella è riassunta la variazione delle spese di vitto + varie per la casa (detersivi e detergenti) effettuate nel corso degli ultimi quattro anni da una famiglia milanese di quattro persone. A fine 2005 (2 mesi) ha iniziato ad acquistare con il GAS. Da allora ogni anno le spese totali sono diminuite a fronte di maggiori acquisti GAS effettuati. Questo a scapito di super e affini. I numeri non sono da statistica Istat ma il trend sembra molto chiaro: meno super = meno acquisti inutili e quindi più risparmio!


spese vitto e varie casa

2004 2005 2006 2007

super super GAS super GAS super GAS

10189 10038 235 7484 1607 6498 2205
TOTALE 10189 10273 9091 8703

Chilometro zero

Chilometro zero, filiera corta. Cioè prodotti il più possibile locali e stagionali. Sono principi guida nell’attività dei Gas, per favorire il contatto diretto con il produttore e combattere una logica distorta che ci porta sulla tavola prodotti sempre più insapori, uguali nel gusto e nella forma. Quella riportata sotto è una tabella elaborata da Coldiretti che calcola i costi “ambientali” del trasporto aereo per chilo di prodotto.

PRODOTTI PAESE DISTANZA [Km] Co2 [Kg] CARBURANTE [Kg]
Vino Australia

16.015

29,3

9,4

Prugne Cile

11.970

22

7,1

Carne Argentina

11.180

20,8

6,7

Anguria Panama

9.516

17,8

5,7

Aglio Cina

9.161

17,2

5,5

Uva tavola Sud Africa

8.470

15,9

5,1

Melone Guadalupe

7.750

14,5

4,7

Riso Usa

6.887

13,1

4,2




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