placeholder Gruppi di Acquisto Solidale  
spacer ·   Prima pagina   ·   Notizie   ·   Documenti   ·   Gruppi   ·   Links   ·   Da scaricare   ·   F.A.Q.   · spacer
  Sabato, 25 Novembre, 2017 - Ciao ospite
 
 

Menu principale
· www.economiasolidale.net

Risorse
· Cosa sono i Gas
· Per la stampa
· Documenti
· Da scaricare
· Video
· Bibliografia

Contatti
· E-mail
· Mailing-list

Altro
· Cerca nel sito

Archivi G.A.S.
· Archivio gruppi
· Archivio produttori autosegnalati

Online
Abbiamo 127 ospiti e 0 iscritti in linea.

Non siete registrati?
Potete farlo con un click qui.


Login
 



 


Registrazione

Recupero pwd smarrita.



Riassunto incontro su vallicoltura e pesca sostenibile, Milano, 16 ottobre 2010



Appuntamenti All'incontro erano presenti, oltre a una quindicina di Gas e condotte Slow Food, anche rappresentanti di AIAB, Slow Food, biologi, tecnici ittici e Ittica 3V che consegna ai Gas lombardi il pescato Bv. Il riassunto privilegia i temi, senza evidenziare i singoli relatori.

Dallo scorso luglio, è entrata in vigore la direttiva comunitaria sulla pesca e l'acquacoltura che potrà essere certificata biologica nel rispetto di quattro condizioni:
1. Bassa densità di allevamento ai fini del benessere e della salute degli animali.
2. Cattura e uccisione dei pesci con il minore tasso possibile di stress (eutanasia con acqua fredda e ghiaccio).
3. Alimentazione biologica certificata o della pesca sostenibile (per ottenere 1 kg di pesce sono necessari 5 kg di mangimi).
4. Origine degli avannotti da vivaio, quindi non sottratti all'ambiente marino ma provenienti da allevamenti che applicano "buone pratiche" (in assenza di allevamenti certificati bio che ancora non esistono). A oggi Bv impiega l'80% di avannotti da vivaio; entro il 2013 dovrà arrvare alla totalità. Non esistono avannotterie di cefali né anguille. Comunque. più di 2/3 della vita del pesce Bv passa in ambiente biologico. Esami del sangue sul pescato evidenziano l'assenza di istamina e di metalli pesanti.
5. Ridotto numero di trattamenti e impiego di medicinali veterinari.

Di conseguenza, la direttiva mira a ridurre l'impatto ambientale, ad aumentare il benessere animale e accrescere l'attenzione al consumatore.
L'acquacoltura biologica diventa un elemento di valorizzazione ambientale premiando l'ambito territoriale, la cultura e la tradizione, il lavoro.
La sostenibilità ambientale si apre quindi a 360°: economica, territoriale e legata all'uomo che ci lavora.
D'ora in poi pesca e acquacoltura dovranno coesistere e svilupparsi in armonia integrandosi sul territorio, come già avvenuto in Spagna nel distretto del rombo chiodato, in Norvegia nel salmone allevato attraverso metodi di lotta integrata. Le politiche di distretto rappresentano il futuro, anche nel bio come sta pian piano avvenendo anche nel Cilento, Calabria, Sardegna e Veneto.
Queste ipotesi potrebbero essere mutuate anche in acquacoltura in Sardegna e veneto dove una parte dei pescatori, tutti costituiti per tradizione in cooperative, sono nel tempo diventati allevatori di molluschi bivalvi.
Altri esperimenti in atto sono la pescaturismo e la pesca sociale, mutuando l'esperienza in agricoltura.
La costa veneta si trova però a fare fronte a un enorme impatto umano, pari a 35 milioni di turisti e alla pesca abusiva. La coop di Burano, la più vecchia d'Italia, sperimenta l'autoregolamentazione della pesca a mare di vongole pevarasse e fasolari, assegnando turni precisi di giorni e ore.

Altro modo di valorizzare il territorio e il prodotto è la via battuta da Slow Food che da 10 anni ha messo in evidenzia i ciciarelli in Liguria, le moeche in Veneto, le alici di menaica in Campania, la masculina da magghia in Sicilia come presidi del loro territorio, elementi di sviluppo di buone e antiche pratiche da valorizzare oggi..
Una ricerca del 2002, nei primi anni di questa pratica, ha evidenziato che l'occupazione si è mantenuta (e in qualche caso espansa) mentre tutti i soggetti coinvolti hanno avuto un incremento del reddito.
Sf è quindi passata dal presidio al disciplinare che meglio identifica la buona prassi: la sfida odierna è oggi coniugare questo principio con il cibo quotidiano.

La vallicoltura è una tradizione esclusivamente italiana esistente da secoli nelle lagune venete e pugliesi. Consiste in spazi lagunari di grande estensione comunicanti con il mare attraverso varchi controllati. All'interno di val Dogà (1700 ettari) i pesci non sono alimentati con mangimi ma crescono grazie alla catena alimentare naturale che parte dalla luce del sole, le alghe che alimentano i le specie vegetali, i crostacei, i pesci vegetariani (i cefali) fino ai carnivori (i branzini). Un corretto bilaciamento delle diverse specie contribuisce a ottenere il prodotto voluto.
Quando l'allevamento è intensivo, l'alta densità determina le malattie e il ricorso agli antibiotici.
Nella vallicoltura, il controllore è la natura; In valle hanno luogo, in condizioni ottimali, processi biologici che provvedono alla depurazione naturale dell'ambiente.
Quando la temperatura in autunno si abbassa, la popolazione ittica si sposta alla ricerca dell'acqua più calda e in questi momenti viene catturata nelle peschiere profonde 4/5 metri con i lavorieri (nasse). L'attività specifica dei lavoratori copre anche la manutenzione e la prevenzione di furti di ladri umani e volanti
La produzione ha carattere stagionale anche se durante tutto l'anno si possono ottenere piccole quantità di pesce di valle.
Blue Valley da quest'anno certifica la produzione di Co2 secondo quanto richiesto dal protocollo di Kyoto: bassa, visto che non si usano mangimi né barche a motore.
Il consumo di questo pesce sostiene dunque una attività che contribuisce alla salvaguardia dell'ambiente lagunare, analogamente a quanto tendono a fare i Gas sostenendo buone prassi di produzione.
Riccardo Cabras, che consegna ai Gas il pescato Blue Valley e della cooperativa di pesca lagunare Burano, ha sottolineato la necessità come da legge sanitaria di strutture fisse adatte al trattamento del pesce e alla sua conservazione, elemento che determina lo spread di costo del prodotto Bv tra quanto si legge sul sito (acquistato allo spaccio a Caposile) e quanto proposto all'ordine.

La gita in Blue Valley è stata fissata per la mattina del 13 novembre 2010, salvo meteo avverso.

Mail per info: cri.co(chiocciola)libero.it

Pubblicato da andreas il 24/10/2010
(17251 letture) | Versione stampabile | Invia |


Commenti
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti
Registrati.

 
pixel
Notizie - Gruppi - Istruzioni RSS - Disclaimer

Sito sviluppato con Postnuke, un Software Libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL | Web design by marcomunari.it